Tappa 8
Da Negrar di Valpolicella a San Pietro in Cariano
È la tappa conclusiva del Cammino, un percorso non troppo impegnativo dal punto di vista fisico, pensato per concludere in modo rilassato ma ricco di suggestioni.
Lungo il cammino si incontrano autentici gioielli dell’arte medievale come San Marco al Pozzo e la Pieve di San Floriano, due luoghi che custodiscono secoli di storia e spiritualità.
Il tracciato attraversa contrade antiche, cantine rinomate e vigneti curati come giardini, simbolo della passione e della dedizione che da sempre caratterizzano la Valpolicella.
PERCORSO
Dal centro di Negrar di Valpolicella, punto di partenza dell’ultima tappa, si costeggia la chiesa parrocchiale e si imbocca Via G. Marconi.
Si prosegue poi a sinistra per Via Don F. Piccoli, continuando su Via Don N. Mazza e Via Crosara, fino a salire tra i vigneti verso Villa Spinosa dove, girando a sinistra su stradina asfaltata, si raggiunge la dorsale del Monte Masua.
Qui il panorama si apre sulle valli di Negrar e Marano di Valpolicella, tra colline coltivate e contrade sparse che raccontano la lunga storia agricola di queste terre.
Si prosegue girando a destra continuando ancora per circa 250 metri, poi si svolta a sinistra su una stradina sterrata che porta alla suggestiva contrada di Gnirega.
Da qui si gira a destra e si attraversano le contrade Marognole e Bignele, proseguendo fino a incontrare il vajo dei Masi, che si scende brevemente. Si imbocca quindi una stradina che, dopo circa 300 metri, sale sulla destra tra i vigneti, conducendo alla bella corte di Novaia, riconoscibile per la sua torre colombaia.
Si continua su un’agevole strada sterrata in direzione nord fino alla località Olmo; qui si svolta a sinistra raggiungendo la strada asfaltata che, ancora a sinistra lungo Via Campel, conduce verso Marano di Valpolicella.
Si scende quindi lungo la SP34 e, poco dopo, si svolta a destra per entrare nella contrada di Canzago, caratterizzata dalle eleganti ville padronali e da un’architettura rurale armoniosa.
Il percorso scende poi lungo un bel sentiero che conduce alla contrada Pozzo, dove si trova la chiesetta di San Marco al Pozzo, piccolo gioiello romanico con un affresco medievale ben conservato sulla parete sud.
Superata la contrada, il cammino risale per un sentiero panoramico fino a Via Cà del Pipa; dopo circa 600 metri si svolta a sinistra su un altro sentiero che porta al parcheggio di San Floriano.
Si attraversa la SP4 e si raggiunge il sagrato della Pieve di San Floriano, una delle chiese romaniche più importanti della provincia di Verona, capolavoro dell’arte medievale e punto centrale della storia religiosa e culturale della Valpolicella.
Dopo aver visitato la pieve e i suoi dintorni, si prosegue lungo Via della Pieve, tornando verso la strada provinciale, che si oltrepassa per imboccare una stradina bianca di fronte alla cantina Zimè. Si continua per 1.5 mk su belle stradine e poi si scende verso Ovest fino a raggiungere la chiesetta di San Francesco, quindi, seguendo Via San Francesco, si costeggia l’orto sociale “Ortiche” e si continua fino a trovare una piccola rotonda. Si attraversa la strada e si prosegue ancora su via San Francesco fino all’incrocio con la SP4. Si svolta a destra e si attraversa poco dopo sulle strisce pedonali per entrare in un parco pubblico, che si percorre tenendo la sinistra fino a immettersi in via Roma.
Si prende quindi a destra e, poco dopo, lungo una bella via fiancheggiata da case storiche, si raggiunge Piazza Ara della Valle, si prosegue per via Roma fino ad incrociare Via Molino, si gira a destra e si raggiunge in 100 metri Piazza San Giuseppe, punto finale del Cammino del Vino e della Pietra.
Qui si conclude il viaggio: un percorso di natura e cultura, di pietra e vigneti, che unisce la Lessinia alla Valpolicella in un unico abbraccio di paesaggi, lavoro e memoria.
Soste

Dove si Mangia
Marano di Valpolicella
Bar Barchessa
Piazza dello Sport, 1
San Pietro in Cariano
💛 Osteria San Giuseppe (Amici del Cammino)
Piazza San Giuseppe, 3
tel: 045 468 4296
https://www.osteriasangiuseppe.eu/
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Pizzeria dai Butei
Via Roma, 54
tel: 045 770 2411
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Osteria Bar Al Ponte
Piazza Cavalieri Vittorio Veneto, 1
tel: 045 770 3677
Dove si Dorme
Marano di Valpolicella
💛 Azienda Agricola Terre di Gnirega (Amici del cammino) 💛
Via Gnirega, 7
tel: +39 333 7701122
https://www.terredignirega.it
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💛 Agriturismo Le Bignele (Amici del cammino) 💛
Via Biniele, 4
tel: +39 388 4066545
https://www.lebignele.it/
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Agriturismo Corte Vaona
Via Novaia, 4
https://www.cortevaona.it/it/
San Pietro in Cariano
Hotel Valpolicella International
Via L. V. Beethoven, 3
tel: 045 468 4296
https://www.hotelvalpolicella.net/it/
Cantine
Marano di Valpolicella
💛 Terre di Gnirega (Amici del cammino) 💛
Via Gnirega, 7
tel: +39 333 7701122
https://www.terredignirega.it
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💛 Le Bignele (Amici del cammino) 💛
Via Biniele, 4
tel: +39 388 4066545
https://www.lebignele.it/
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Novaia
Via Novaia, 4
https://www.cortevaona.it/it/
San Pietro in Cariano
Cantina Sociale
Via Valpolicella, 61
Tel. 045 6838448
https://www.ristoranteinvalpolicella.it/
Uno Sguardo alla Tappa






Da non perdere
Villa Spinosa

Posta in posizione panoramica a ovest di Negrar, sul colle di Jago dall’Ora, la villa si affaccia sulla vallata da circa 250 metri di quota, in un contesto aperto e luminoso. Il complesso è dominato dalla palazzina padronale ottocentesca, orientata a sud e affiancata da un giardino all’italiana disegnato da siepi di bosso, che accompagna il declivio del colle.
L’edificio, compatto ed equilibrato, si sviluppa su due piani più attico e si distingue per la cura dei dettagli architettonici, ben visibili nel cornicione modanato e nelle eleganti cornici delle finestre. Il portale su strada e l’ingresso della facciata nord recano lo stemma dei proprietari che, dal 1928, danno il nome alla villa : un leone rampante con ramo “spinoso”.
Novaia

Villa Novaia sorge in posizione dominante a est di Marano, sul dosso di contrada Novaia, un toponimo che rimanda a terreni di “nuova” coltura (Novalee, Novaglie). Le sue origini sono con ogni probabilità riconducibili al castrum di Novalee, citato in un codice dei primi anni del Quattrocento.L’aspetto attuale del complesso è il risultato di successivi rimaneggiamenti, ma conserva con chiarezza l’impianto tipico del castrum: la collocazione di vertice, allo spartiacque tra la valle di Marano e una valletta secondaria, e la solida sottostruttura quadrangolare a terrapieno che sostiene una corte chiusa da mura.
Sulla corte si affaccia a sud un lungo casamento, dal quale emerge il nucleo architettonico più antico: un corpo torreggiante, oggi modificato e trasformato in torre colombaia. Nonostante le trasformazioni, la struttura conserva un carattere imponente, forse tra i più significativi della Valpolicella, e rivela l’originaria funzione di casa-torre signorile tardomedievale, concepita come residenza e rifugio per il signore cittadino durante la permanenza nei possedimenti del contado.
Villa Porta Rizzini a Canzago

Il nucleo originario di Villa Porta, ora Rizzini, è di probabile origine seicentesca.
All’inizio del 700 viene aggiunta la maestosa scalinata al centro della facciata che sale fino al piano primo.
Settecentesco è anche lo stemma nobiliare dei Porta, sotto il semplice cornicione seicentesco. Altro corpo
aggiunto è il loggiato a due piani, a pilastri e archi, articolato in un’aerea struttura a ‘L’, a destra del prospetto principale.
A sinistra del fabbricato dominicale, sulla testata di un edificio di servizio, si innesta la cappella privata,
dedicata a San Carlo, la cui statua compare in facciata entro un oculo. L’edificio si apre, sulla strada esterna, ad accogliere tutta la contrada. La singolare facciata è peraltro chiusa da un classicistico frontone
triangolare. Lo spazio interno della villa accoglie una decorazione pittorica in stile neoclassico di metà Ottocento (uno dei riquadri dipinti è firmato e datato «ALES.RO FRANCHINI / DEL 1849). Il salone centrale è decorato con spaziose vedute di edifici neoclassici entro diaframmi di colonne corinzie.
San Marco al Pozzo

La chiesa di San Marco, un tempo Santo Stefano, di Pozzo ha conservato, nonostante qualche piccolo ritocco nel corso dei secoli, l’impianto romanico, con la sua semplice facciata a capanna e l’interno ad un’unica navata coperta da capriate. Notevoli gli affreschi 3 – 400, dai più antichi sulla parete del campanile, alla Santa Caterina e al frammento di Crocifissione sulla parete nord, alla Madonna in trono della parete sud. All’esterno, sul lato sud, è una Crocifissione del 1441, con i due offerenti inginocchiati ai piedi della Croce. La cappella della parete nord è occupata da una pala di un artista fiammingo, Michele Meeves, a cui si deve anche la bella cornice lignea. Un’altra tela di san Marco è sull’altare. La tranquillità del posto, qualche residuo cipresso, il campaniletto, perfino la lapide romana murata in un angolo, conferiscono all’insieme un fascino discreto ma pervasivo.
Pieve di San Floriano

La pieve (così si chiama ancora oggi la chiesa da cui nel Medioevo dipendeva un vasto territorio di campagna) di San Floriano è una bella chiesa romanica, costruita in conci di tufo, all’inizio del XII° secolo, sull’esempio delle chiese di Verona di S. Giovanni in Valle e di Santo Stefano. Ha una facciata a capanna, tripartita, in corrispondenza delle navate, da due pilastri, poggianti su due are votive romane capovolte (altri frammenti di antichi monumenti funebri romani sono sparsi sulle pareti della chiesa, alla base del campanile e nel muro di cinta). La facciata è coronata da un fregio ad archetti ciechi montanti, fregio che si ripete sulle alte pareti del massiccio campanile a pianta quadrata, pure romanico. Il fianco meridionale è coperto da un elegante chiostro (sotto la prima arcata, bella Crocifissione dell’inizio del XV°), sulle cui pareti sono stati sistemati alcuni frammenti di sculture della chiesa più antica. L’interno, riportato recentemente al clima romanico, è a 3 navate divise da colonne e pilastri alternati: in vari punti riemerge l’antica decorazione a monocromie geometriche.
Piazza Ara della Valle

Sul Colle Menzago, a San Pietro in Cariano, affacciata sull’attuale piazza Ara della Valle, si trova un edificio che per secoli ha rappresentato il centro politico e amministrativo della Valpolicella: l’antica casa comunale, sede del Vicario della Valpolicella.
Questo colle, assieme a quello di Cariano, dove sorge la chiesa parrocchiale, costituisce il nucleo storico del paese. È qui che, a partire dalla metà del Quattrocento, si tenevano le riunioni tra i sindaci e i consiglieri delle diverse comunità della valle, sotto la guida del Vicario. La struttura originaria era dotata di una loggia pubblica. Accanto, verso la fine del Seicento, venne costruita una piccola cappella dedicata a Santa Chiara d’Assisi, ancora oggi visibile.
Durante l’epoca della Serenissima Repubblica di Venezia, il Vicario era un nobile veronese, nominato direttamente da Venezia. Aveva il compito di dirigere e coordinare la vita civile delle numerose comunità valpolicellesi, fungendo da punto di riferimento per questioni amministrative e legali. Non era solo una figura di rappresentanza, ma un vero mediatore istituzionale tra le autonomie locali e il potere centrale.



