Tappa 7
Da Sant’Anna d’Alfaedo a Negrar di Valpolicella
Questa tappa segna il ritorno del Cammino dalla Lessinia alla Valpolicella, collegando i comuni di Sant’Anna d’Alfaedo e Negrar di Valpolicella.
Il percorso attraversa ambienti in trasformazione: dai boschi di castagno dell’altopiano alle ampie distese di vigneti che caratterizzano la parte bassa della valle, cuore della produzione vitivinicola.
Lungo il cammino si incontrano autentici “monumenti” naturali e storici, come il maestoso Ponte di Veja, una delle più grandi arcate naturali d’Europa, e la Villa dei Mosaici di Negrar, testimonianza dell’antica presenza romana in queste terre.
PERCORSO
La tappa parte da dietro la chiesa parrocchiale di Sant’Anna d’Alfaedo, imboccando Via G. Verdi in direzione sud. Si percorre il tratto già affrontato il giorno precedente per circa 350 metri, poi si svolta a destra imboccando un sentiero che scende tra maestosi castagni fino alla contrada Pozze.
Alla fine della contrada si gira a sinistra e, seguendo un piacevole sentiero, si raggiunge un piccolo ruscello situato sotto il paese di Vaggimal. Dopo averlo attraversato, si sale per circa 500 metri fino a raggiungere una strada asfaltata che scende in 100 metri nella contrada Crestena, si gira subito a sinistra e si scende fino al Ponte di Veja, una delle più imponenti arcate naturali d’Europa. Vale la pena scendere nelle sue forre e dedicare qualche minuto alla visita di questo straordinario monumento geologico, testimonianza della potenza modellatrice della natura.
Dal Ponte di Veja si prosegue su strada in parte asfaltata fino al paese di Giare, dove la pietra locale domina l’architettura. Superata la chiesa parrocchiale, si scende verso il sentiero delle Sengie, poi, dopo circa un chilometro, si imbocca una strada sterrata che, con un breve tratto in salita seguito da un pianoro, conduce alla Croce dello Schioppo: un punto ideale per una sosta, anche grazie alla presenza di un negozio di salumi e formaggi tipici.
Si continua costeggiando a sud il Monte Nuvola, fino a raggiungere l’altopiano di Fiamene. Da qui il sentiero scende ripido verso il paese di Fane e, dopo un’ulteriore discesa e breve salita, raggiunge le cave di Prun, straordinario “monumento al lavoro” dei cavatori e scalpellini che per secoli hanno modellato la pietra della Lessinia.
Attraversato il paese di Prun, dopo il cimitero si prende una stradina in discesa che attraversa alcune caratteristiche contrade storiche (Monspigolo, Capo, Noval), fino a incontrare la strada provinciale che si attraversa prendendo Via Volpare.
Si entra così nella frazione di Villa, dove è possibile visitare(nei giorni di apertura) la Villa dei Mosaici di Negrar, una splendida villa romana di epoca tardo-imperiale riportata recentemente alla luce. Poco più avanti si costeggia anche la raffinata Villa Rizzardi, risalente alla fine del XIX secolo.
Il percorso prosegue lungo le antiche case coloniche di Pojega e, in circa 500 metri, conduce al centro di Negrar di Valpolicella, punto di arrivo della tappa.
Soste

Dove si Mangia
Ponte di Veja
Trattoria Ponte di Veja
Via Ponte di Veja, 1
Tel. 045 7545048
http://www.pontediveja.com/
Croce dello Schioppo
Bosco Allegro
Via Croce dello Schioppo, 1
Tel. 045 754518
https://www.corradobenedetti.it/bosco-allegro/
Prun
Pizzeria Trattoria La Lumiere
Via Ponzeio, 5
Tel. 045 7525472
Torbe
Trattoria Caprini
Via P. Zanotti, 9 – 37024 Torbe VR
Tel. 045 7500511
http://www.trattoriacaprini.it/
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Trattoria Dalla Bice
Contrada Bottega, 3 – 37024 Torbe VR
Tel. 045 7500720
https://www.dallabice.it
Negrar
Pizzeria Al Porton
Via dei cigliegio, 12 – 37024 Negrar VR
Tel. 045 750 0164
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Pizzeria Florida
Via Cavalieri di Vittorio Veneto, 43 – 37024 Negrar VR
Tel. 045 6000713
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Ristorante Rose e Basilico
Piazza Roma, 9 – 37024 Negrar VR
Tel. 045 7701217
Dove si Dorme

Torbe
💛 Cascina Capo (Amici del Cammino) 💛
Località Capo, 3 -37024 Torbe VR
Tel. 3518927560
http://www.cascinacapo.com/
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Dalla Bice
Contrada Bottega, 3 – 37024 Torbe VR
Tel. 045 7500720
hhttps://www.dallabice.it
Negrar di Valpolicella
Cantine
Negrar di Valpolicella
Cantina Valpolicelala Negrar
Via Ca’ Salgari, 2/A
Tel. 045 6014300
https://www.cantinanegrar.com/it
Uno Sguardo alla Tappa






Da non perdere
Il Ponte di Veia

Il Ponte di Veja è uno spettacolare ponte naturale in roccia calcarea, considerato uno dei luoghi simbolo della Lessinia. La sua arcata misura circa 40 metri di luce, con uno spessore minimo di 9 metri e una larghezza di 20. Si formò in seguito al crollo della volta interna di una grande caverna carsica, originatasi oltre 40 milioni di anni fa; sotto l’arco sono ancora visibili i massi precipitati. Alla sua base si aprono alcune grotte laterali, frequentate dall’uomo fin dal Paleolitico, come dimostrano i reperti rinvenuti.
Conosciuto fin dal Medioevo, il Ponte di Veja avrebbe forse ispirato Dante nella descrizione dei gironi dell’Inferno e di Malebolge. La sua fama è attestata anche in arte: compare infatti in uno degli affreschi della Camera degli Sposi nel Palazzo Ducale di Mantova, capolavoro di Andrea Mantegna, pittore che conosceva bene queste valli.
Le Cave di Prun

Chi percorre l’alta valle di Negrar nota, nella parete rocciosa sopra l’abitato di Prun, una lunga fila di aperture: sono gli ingressi alle antiche cave di pietra, chilometri di gallerie scavate nel corso di secoli – forse millenni – per estrarre lastre utilizzate in case, chiese, pavimentazioni di piazze e cortili, e per creare terrazze coltivabili lungo i versanti. Già in epoca romana, come testimonia la Villa dei Mosaici (III sec. a.C.), questa pietra era impiegata nei pavimenti.
La Scaglia Rossa, o Pietra di Prun, è una roccia calcarea formata da strati sottili, da pochi centimetri a 30 cm circa, separati da veli di argilla. I cavatori sfruttavano questa struttura naturale: individuato lo strato superiore, solido abbastanza da fungere da “tetto” della galleria, creavano un piano di lavoro e scavavano attorno al bordo dello strato sottostante, riuscendo così a sollevarlo e rimuoverlo grazie alla presenza dell’argilla. Il processo veniva ripetuto fino a raggiungere il pavimento.
A metà del Novecento, una legge vietò lo scavo in galleria e l’attività estrattiva si spostò verso le zone in cui gli strati di scaglia affiorano in superficie o quasi.
Noval di Torbe

Noval è un’antica contrada situata a poche centinaia di metri dal centro di Torbe, che conserva tre autentici gioielli di interesse storico e artistico. All’ingresso dell’abitato si trova una cappellina affrescata: sulla parete di fondo è raffigurata la Madonna del Rosario con i Santi Antonio da Padova e Giovanni Battista; ai lati compaiono San Michele Arcangelo, nell’atto di trafiggere il drago, e l’Arcangelo Gabriele con Toniolo. Sulla volta è leggibile l’iscrizione dipinta: IO GIO. FECI FAR 1683.
Proseguendo, si incontra una slanciata torre colombara a pianta rettangolare: non aveva funzioni militari, né era destinata ai piccioni viaggiatori, ma rappresentava uno status symbol dei facoltosi – e oggi ignoti – proprietari.
Infine, nella vicina Corte Casa Quintarelli si ammira un elegante edificio a portico e loggia, di antica fattura, considerato il prototipo delle numerose case e ville con questa tipologia architettonica diffuse in tutta la Valpolicella.
La Villa dei Mosaici

La villa romana di Negrar venne individuata per la prima volta alla fine dell’Ottocento, nella contrada di Villa. Nel 1922, gli scavi sistematici condotti dalla Soprintendenza Archeologica del Veneto portarono alla luce, nella parte residenziale, una vasta sala rettangolare con pavimenti a mosaico: all’interno di una raffinata decorazione geometrica in tessere policrome si trovavano quattro riquadri figurati – di cui solo due sopravvissuti – raffiguranti putti alla guida di cocchi da corsa trainati da due cavalli. Oggi questi mosaici sono conservati al Museo Archeologico di Verona
Nel 2016 le ricerche sono riprese grazie alla collaborazione tra la Soprintendenza e le cantine Benedetti e Franchini, proprietarie dei terreni. Gli scavi hanno riportato alla luce non solo la grande sala con il pavimento a mosaico, ma anche un’ampia area “produttiva” pavimentata in lastre di pietra, elemento che rende il complesso particolarmente interessante, soprattutto considerando che la zona era già rinomata in epoca romana per la produzione di vino di qualità.



