Tappa 3
Da Molina a Fosse
La terza tappa del Cammino conduce dal borgo di Molina, con le sue antiche architetture in pietra, mulini e cascate fino all’altopiano di Fosse, dominato a Nord dal monte Corno.
Il percorso attraversa contrade caratteristiche e si snoda tra boschi, vaji e cave di pietra.
La salita al Monte Loffa regala scorci panoramici sulla valle e sulle montagne circostanti, prima di scendere verso Fosse e le sue contrade storiche.
Un itinerario vario e ricco di suggestioni, che intreccia natura, storia e paesaggio lessinico.
PERCORSO
La terza tappa parte dal sagrato della chiesa parrocchiale di Molina e segue inizialmente il sentiero CAI 252 fino a Breonio. Superato il suggestivo Molin de Lorenzio, antico mulino restaurato e ancora funzionante, il percorso sale dolcemente fino a Gorgusello, caratteristica contrada della Lessinia interamente costruita in pietra. Dopo circa un chilometro si raggiunge Breonio: qui si gira subito a sinistra sulla SP33 e, dopo circa 300 metri, si svolta nuovamente a sinistra imboccando la stradina che conduce al cimitero. Superato il cimitero, il cammino prosegue su una stradina di campagna seguendo il Sentiero Azzurro, tracciato e valorizzato dalla Pro Loco di Breonio. Il percorso conduce dapprima alla località Paroletto e prosegue poi verso nord fino a raggiungere il Monte Crocetta, luogo estremamente panoramico. Da qui si scende nuovamente verso Breonio, dove vale la pena fermarsi per visitare la splendida chiesa di San Marziale (visita su prenotazione).
Si prosegue poi lungo il sentiero CAI 240 fino a una stele in pietra conosciuta come Madonna Cimbra. Si gira a sinistra e dopo circa 400 metri si lascia il tracciato CAI svoltando a sinistra, seguendo un bel sentiero che attraversa il Vajo dei Foi e sale verso l’eremo e la contrada delle Casarole. Si incontra quindi la seconda parte della contrada e, imboccata una stradina bianca, si svolta a sinistra, continuando tra piccoli borghi fino a raggiungere Corno di Semalo.
Qui si prende il sentiero a destra che sale alla SP 33, la si attraversa e si prosegue in salita tra le moderne cave di pietra fino a raggiungere il Monte Loffa (1.055 m). Il percorso aggira la cima in senso antiorario, lungo un bel sentiero panoramico, e poi piega su una strada bianca in direzione est. Poco dopo si prende una ripida discesa che porta alla SP 12, per poi continuare su stradine secondarie fino a Fosse paese ai piedi del Corno d’Aquilio. A Fosse l’itinerario trova una sosta naturale: un abitato d’altopiano, raccolto e luminoso, dove la dimensione della Lessinia si percepisce con chiarezza, tra antiche corti, pietra locale e l’apertura verso gli alti pascoli.
Variante delle Cascate di Rio Paraiso (EE)
Le cascate di Rio Paradiso, poco sopra Breonio, sono uno degli angoli più suggestivi e nascosti della Lessinia.
Il torrente, incassato nel selvaggio Vajo Casaròle, scende con una sequenza di salti spettacolari immersi nel bosco.
I giochi d’acqua hanno ispirato nomi evocativi come la Cascata dell’Angelo, di Eva, di Adamo e del Serpente.
Il sentiero che le raggiunge alterna tratti facili a passaggi più avventurosi, in parte attrezzati con cavi metallici.
È un’escursione breve ma intensa, che regala emozioni tra natura incontaminata e scorci pittoreschi.
Un luogo che unisce fascino selvaggio e suggestioni quasi fiabesche, da scoprire con passo attento. L’escursione è consigliata ad escursionisti esperti. Le difficoltà aumentano significativamente in caso di pioggia o ghiaccio, rendendo il percorso insidioso e scivoloso.
PERCORSO
Dal centro di Breonio si imbocca il sentiero Fasoli (in parte CAI 252) che scende nel Vajo Casaròle. Dopo pochi minuti si entra nell’ambiente selvaggio del Rio Paradiso, con boschi e rocce. Si incontrano in sequenza le cascate più note: dell’Angelo, del Serpente, di Eva e di Adamo, tutte accessibili tramite deviazioni segnalate. Si sale poi su sentiero attrezzato e molto ripido fino ad incrociare la traccia del cammino e seguendolo si arriva dopo poco alla contrada Casarole.

- Totale Lunghezza: 3 Km
- Quota Minima: 655 m
- Quota Massima: 872 m
- Tatale Salita: 280 m
- Totale Discesa: 360 m
Download
Collegamento con San’Anna d’Alfaedo
Se si è optato per percorrere il Cammino in due parti, è sufficiente utilizzare la variante che porta a Sant’Anna d’Alfaedo. Questa deviazione consente di completare il primo anello di cinque tappe, dedicato alla Valpolicella e alla bassa Lessinia, facendo terminare la terza tappa direttamente a Sant’Anna e proseguendo poi con le due tappe successive.
La stessa variante è utilizzata anche per il secondo anello, quello dell’alta Lessinia, che parte e ritorna a Sant’Anna d’Alfaedo e si sviluppa nelle tre tappe più elevate del percorso.
PERCORSO
Scendendo dal Monte Loffa in direzione di Fosse, è sufficiente continuare lungo la strada sterrata senza prendere la deviazione a sinistra. Si prosegue sempre diritto fino a incrociare la strada provinciale 12 e, seguendola in discesa, si raggiunge la piazza di Sant’Anna d’Alfaedo: l’intera variante misura circa un chilometro e mezzo.

- Totale Lunghezza: 1,60 Km
- Quota Minima: 940 m
- Quota Massima: 1030 m
- Tatale Salita: 10 m
- Totale Discesa: 85 m
Download
Soste

Dove si Mangia
Breonio
Bar Piccoli
Via S. Giovanni in Monte, 33
___________________________________
Ristorante Breonio
Via I Maggio, 26
Tel. 340 555 9380
https://www.breonioristorante.it
___________________________________
Ristorante Paroletto
Loc. paroletto, 1
Tel. 349 358 1632
https://ristorante-hotel-paroletto.jimdosite.com/
Fosse
Pizzeria Da Icio
Via Cesare Battisti, 2
Tel. 045 751 9089
___________________________________
Bar Trattoria La Compagnia
Via Cesare Battisti, 2
Tel. 045 751 9089
___________________________________
Ristorante Ombra
Via Cesare Battisti, 69
Tel. 0454938019
___________________________________
Agriturismo Le Coste
Località Coste
Tel. 3401538617
https://agriturismolecoste.it/
Dove si Dorme
Gorgusello
Bedandbreakfast Gorgusello
Via Gorgusello di Sotto, 12
Tel. 340 542 0211
https://www.instagram.com/bedandbreakfast_gorgusello
___________________________________
B&B Gorgusello
Via Gorgusello di Sotto, 4
Tel. 3487139242
Breonio
Albergo Breonio
Via I Maggio, 26
Tel. 3405559380
https://www.breonioristorante.it
___________________________________
Hotel Paroletto
Loc. paroletto, 1
Tel. 349 358 1632
https://ristorante-hotel-paroletto.jimdosite.com/
Fosse
Albergo Ombra
Via Cesare Battisti, 156
Tel. 0457519031
E-mail: albergoombra@virgilio.it
___________________________________
B&B Contrade alte
Via Adamoli, 3
Tel. 3406727762
https://www.contradealte.it/
Uno Sguardo alla Tappa






Da non perdere
Gorgusello

Gorgusello si divide in due nuclei: Gorgusello di Sopra e Gorgusello di Sotto. Entrambi sono piccole contrade compatte, con case allineate in file parallele rivolte a sud. Davanti alle abitazioni si aprono corti lastricate in pietra, chiuse da portali ad arco che rendono l’ambiente raccolto e armonioso.
Tra i due gruppi di case si trova una fontana in pietra, parzialmente coperta, con rubinetto, vasca per l’abbeveraggio degli animali e lavatoi in pietra inclinata, pensati per il bucato. Le fontane a Gorgusello sono più di una: la contrada si trova infatti sopra una generosa falda acquifera da cui nascono diversi ruscelli, che scendono verso Molina alimentando mulini e cascate.
Fino a pochi decenni fa, Gorgusello di Sotto era dominato da una slanciata torre colombara, poi crollata. Ma altre case a torre, simbolo della prosperità delle famiglie benestanti, sono ancora visibili nella contrada.
Poco dopo aver lasciato il borgo, lungo l’inizio della vecchia strada per Breonio, merita una sosta una fontana davvero particolare: una costruzione ingegnosa in cui la vasca è sostenuta da grandi pietre disposte obliquamente, soluzione che ne garantisce la stabilità e resistenza nel tempo.
Breonio

Il paese, si distende nella conca ai piedi del Monte Crocetta: le antiche contrade sono state unite dall’espansione edilizia più recente: un tempo l’abitato era diviso in due parti, la contrada alta e quella bassa, ognuna con la propria fontana e, più tardi, con la propria malga per la lavorazione del latte. Il territorio del Comune comprendeva (fino a quasi un secolo fa), oltre alle frazioni oggi vicine, come Paroletto, Pramaggiore, Gorgusello e Molina, tutto il territorio di Sant’Anna d’Alfaedo. Si trattava perciò di un Comune di confine e a Breonio c’erano una caserma e varie postazioni della
Finanza.
Degne di interesse le fontane nella zona bassa: proprio sotto l’abside di San Marziale, c’è la fontana per l’acqua potabile (la sorgente è più bassa e si raggiunge scendendo la scala di pietra) dotata di recipiente per riempire il proprio secco senza immergerlo nella fonte. A qualche passo verso est, ci sono sia la vasca per abbeverare il bestiame, sia una monumentale fontana con ampi lavelli, curata nei minimi dettagli (osservare i canaletti che raccoglievano il sapone che scendeva dalle pietre inclinate, così l’acqua della vasca rimaneva pulita): meritano un applauso anche i fiori che riempiono ogni angolo libero.
San Marziale

Nel cuore della contrada bassa di Breonio si trova la chiesa più antica del paese: San Marziale. Edificata in epoca medievale, fu arricchita e decorata nel corso del Cinquecento, anche grazie al sostegno della nobile famiglia dei Maffei, che deteneva una sorta di signoria sul territorio.
L’abside della chiesa è considerata una delle più belle tra quelle delle chiese veronesi. Sulle pareti inferiori spiccano magnifici affreschi raffiguranti santi – tra cui San Cristoforo, San Rocco e Sant’Agapito – opera del pittore veronese Francesco Morone, datati al 1510.
Nella parte alta dell’abside, tre grandi scene affrescate illustrano i Novissimi: la Crocifissione, vivace e affollata di personaggi; la Discesa al Limbo, dominata da un mostro con la bocca spalancata; e la Resurrezione, purtroppo danneggiata dall’apertura di una finestra.
La volta è suddivisa in quattro spicchi, ognuno dedicato a uno degli evangelisti (Matteo, Marco, Luca e Giovanni), rappresentati insieme ai loro simboli e circondati da ricchi motivi floreali e fruttati. Sull’arco trionfale si susseguono i volti dei profeti, tutti affrescati con mano sicura e attribuiti a Domenico Brusasorci, attivo attorno al 1560.
Al centro dell’abside si eleva un’elegante pala lignea scolpita e dipinta, opera di Francesco Badile (circa 1530). Nella nicchia centrale si trovano le statue dei tre santi patroni della chiesa: San Giovanni Battista, San Marziale e Sant’Antonio Abate. Nella parte superiore sono rappresentate tre scene tratte dal Vangelo, mentre nella predella si leggono episodi della vita dei santi.
Casarole

È una tipica contrada della Lessinia, isolata a 840 m slm, a picco sulla Val d’Adige. È composta di due nuclei ben distinti, entrambi costruiti in pietra in lastre con una bella varietà d’uso e una capacità di trovare spazi e soluzioni funzionali ai molti problemi posti dalla pendenza del terreno.
Le cave di pietra in lastre a cielo aperto

Dopo il decreto di metà anni ’50 del ‘900 che, a causa delle numerose vittime provocate dal crollo delle gallerie vietava di scavare in galleria, si cercarono altre zone, a monte di Prun, per scavare a cielo aperto. Per qualche decennio ci fu anche una forte richiesta, da parte delle grandi ditte impegnate in consistenti lavori stradali o di urbanizzazione, del pietrisco sovrastante gli strati “buoni” (il cosiddetto cappellaccio), liberando i cavatori da una spesa insostenibile. Sono state individuate alcune aree nel Comune di Sant’Anna d’Alfaedo (Cortine vicino a Giare e Monte Loffa) e al confine col Comune di Fumane Sottosengia e versante ovest del Vaio Gravazzo.
Lo scavo avviene meccanicamente, procedendo per gradoni, per evitare crolli e per facilitare il trasporto delle lastre cavate. Ci sono state fasi di contrazione nel mercato della Pietra della Lessinia (o di Prun), per cui le cave esistenti non si sono ancora esaurite. Per ognuna è previstoun piano di ripristino, controllato dalla Regione Veneto. In alcune cave le pareti verticali sono state spruzzate con un liquido scuro che riduce l’impatto visivo dello scavo.
San Giovanni in Monte

La chiesa, risalente al periodo tra il Quattrocento e il Cinquecento, aveva probabilmente una facciata a capanna, con un rosone centrale e un ingresso principale in asse. L’interno era a navata unica, con un secondo accesso laterale e una finestra aperta sulla parete sud. Sulla parete nord si trovava l’arca sepolcrale della nobile famiglia Maffei.
Un arco trionfale introduceva all’abside, di forma quadrata e coperta da una volta a crociera, dietro la quale si apriva un vano utilizzato come sacrestia.
Sul lato nord dell’abside si innalzava la robusta torre campanaria, di proporzioni massicce.
All’interno, l’assetto liturgico prevedeva tre altari: quello maggiore, collocato nell’abside e dedicato a San Giovanni Battista, e due altari minori ai lati dell’arco trionfale, rispettivamente dedicati al Crocifisso e a San Rocco.
Fosse

Il paese è stato completamente trasformato dall’urbanizzazione moderna, che ha unito i due nuclei originari: da un lato il gruppo di corti con la grande fontana, dall’altro il centro oggi dominato dalla chiesa parrocchiale.
Le attività agricole si sono spostate verso la periferia, ma restano ancora molto attive nelle contrade che circondano l’abitato. A sud e a ovest si trovano le frazioni di Fosse, Vaona e Michelazzi, mentre a nord, oltre alle più vicine Camparso, Curto e Martelengo, si distinguono chiaramente le contrade adagiate ai piedi del Corno d’Aquilio: Lavarin, Adamoli, Tommasi e Coste.
Il Cammino del Vino e della Pietra attraversa queste contrade settentrionali, regalando in diversi punti splendide vedute sul Lago di Garda.



